41. Vali già

Valigia

Pigiama.
Spazzolino.
Un seme, per coltivar se stessi ovunque si vada.

Tre maglie.
Due pantaloni.
Pacchetti di fazzolettini, per raccogliere le emozioni liquide.

Calzini più altri calzini, perché non si sa mai.
Reggiseno e mutande in una bustina a parte, perché l’intimità va sempre protetta.
Un po’ di vuoto per dare spazio all’esistibile, senza soffocare nell’esistente.

Un libro. Anzi facciamo due, per sicurezza.

La valigia magenta si riempie.

Ricordo ricordi.

La valigia dell’infanzia era uno scomparto nella grande valigia di mamma. Non esisteva di per sé ed era bello così. Un piccolo canguro nel marsupio: mezzo fuori e mezzo dentro.

La valigia adolescente, invece, era un armadio a quattro ante, per non privarsi di nessuna delle possibili identità da indossare.

La valigia magenta è la valigia presente: retrò ed eterna come l’infanzia, esplosivamente colorata come l’adolescenza,  sobria in dimensioni come l’adultità che ha coraggio di scegliere.

I nasi più esperti riconoscono nel profumo della valigia magenta le note acide della paura, superbamente mescolate con l’essenza fresca dell’entusiasmo.

La valigia magenta è essenziale. Vien da chiedersi se possa bastare.

Essa ha una qualità, chiude e dice: vali già.

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