31. Posso un altro passo

031

I profumi della festa avvolgevano l’aria intorno a noi. Le castagne. Lo zucchero filato. Le nocciole glassate. Era dolce il peso di mio figlio sulle spalle. Tutti eravamo con il naso per aria a guardare la ragazza sulla corda a cinque metri da terra.

La strada non è questo pezzetto di corda che vedo davanti a me. La strada è questo vuoto ai lati. E’ il dialogo con quello che ho a destra e a sinistra. E’ quello che mi dice questa linea che parla dallo spazio di sotto. Mi indica come adattare il respiro e il corpo al passo successivo.

Penso il passo.
Passa via quello che penso.
Sento il passo.
Posso.
Sposto il peso.
Spazio.
Passione.
Posso passare.
Poso un altro passo.
Penso il passo.
Passa via quello che penso.
Sento…

Possiamo prendere lo zucchero filato?
Penso proprio di sì.
Quel dolce pensiero distolse per un attimo il mio. Diedi una moneta a mio figlio e lui corse al carretto. Indugiai con lo sguardo in alto, sulla ragazza e sulla corda. Lei non è brava a mantenere l’equilibrio. Lei è brava a saperlo perdere.

di Antonella Petrera

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...