23. Un punto di vista

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Entrò nel negozio di scrittura. C’era molta gente quel giorno. Dietro il banco i saggi insegnavano ai giovani come poter servire i clienti che entravano nel negozio e cercavano qualche parola difficile, una correzione ortografica, o chissà cos’altro l’ispirazione suggeriva loro.

C’era il reparto classici e quello contemporanei; c’era il piano elevato sulle lingue straniere, e c’era pure un piano sotterraneo per le scritture dimenticate e impolverate.

Girò per un po’, per poi finire nelle sue stanze preferite, quelle dei segni di punteggiatura.

Ammirava spesso muoversi qua e là i vari segni di punteggiatura, tutti molto indaffarati a voler far bene il loro mestiere. Vedeva che le virgole erano spesso arrabbiate perché si sentivano poco utilizzate o messe in punti dove non servivano affatto; le virgolette discutevano animatamente con i punti  l’opportunità di farli entrare all’interno della frase oppure lasciarli fuori.

Anche questa volta portò la sua attenzione alla sezione in cui stavano i punti di domanda. Li ammirava.

Il proprietario del negozio gli aveva confidato che i punti di domanda erano le chiavi che aprivano le porte della conoscenza

Quel giorno notò un punto di domanda più ricurvo degli altri. Si muoveva piano. Sembrava un vecchio zoppo con la testa bassa e la gobba pesante.

Lo prese in prestito e gli fece una domanda: “Perché te ne stai così piegato?” “Sto cercando” – disse – “Sto cercando di capire come fare ad essere un buon punto di domanda”. “E dove cerchi?” – chiese. “Eh…cerco le risposte dentro di me” – rispose il punto di domanda, stanco e un po’ malinconico.

“Uhm…io non me ne intendo molto, ma se ti fai guardare un attimo, forse ti posso aiutare”. Il punto di domanda alzò lo sguardo, e la sua schiena divenne più dritta, ed ebbe subito una grande sensazione di benessere. Ebbe quello sguardo di chi si interroga e poi in un lampo trova la risposta di ciò che andava cercando. Si sentì più forte, e fiero. E con un sorriso ringraziò, spostandosi dal suo scaffale.

Era diventato un felice punto esclamativo.

di Donato Simone Frigotto

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